DOTT.SSA PAOLA VALENZANO

L'ipnosi fa paura!

La parola ipnosi cosa evoca in ognuno di noi? Mi addormento e mentre non capisco niente e non ho il controllo quel gran furbo dell'ipnotista chissà che cosa mi fa o mi fa fare/dire che io non vorrei mai.

Anni di ipnosi spettacolo ci hanno dato questa falsa idea dell'ipnosi, dita annodate e occhi da non fissare mai!

In realtà lo stato di trance è molto più comune e fisiologico, lo sperimentiamo ogni giorno senza accorgercene o senza sapere di poterla chiamare trance: l'esempio più semplice è lo stare "sopra pensiero", in quello stato siamo così assorbiti dai nostri pensieri da non sentire i rumori che ci circondano, non percepire la posizione del nostro corpo, non avere neanche ben chiaro quanto tempo stia passando, eppure questo stato non ci preoccupa, anzi, lo troviamo piacevole!

Piacevole, questa è la migliore descrizione che posso dare dello stato di trance ipnotica, al di là di qualunque spiegazione tecnica, in ipnosi si sta in uno stato estremamente piacevole e lo si sperimenta in piena consapevolezza.

A livello fisico quello che succede al nostro corpo quando siamo in trance è:

attivazione gastrointestinale
rallentamento del polso
modificazioni nella circolazione periferica
alterazioni della respirazione
leggera sudorazione

sguardo fisso
modificazioni del battito delle palpebre
dilatazione o contrazione della pupilla, sguardo “vuoto”
arrossamento
lacrimazione

Durante la trance le onde cerebrali passano dal ritmo beta dello stato di veglia attiva, che sperimentiamo più a lungo nell’arco della giornata, quando la nostra consapevolezza è rivolta al mondo esterno: siamo attenti, concentrati, abbiamo focus e lucidità mentale, sappiamo analizzare e organizzare le informazioni, pianificare, svolgere le varie attività quotidiane, al ritmo alfa, che inizia a comparire non appena chiudiamo gli occhi per rilassarci, è associato alla visualizzazione creativa, alla meditazione e all’ipnosi, è il ritmo di base, capace di procurarci il «vero» rilassamento (indispensabile per dormire bene e per mantenere vitalità e buonumore, tanto che il nostro cervello è addirittura predisposto naturalmente ad entrarvi ogni novanta minuti circa). Di notte è presente durante il sonno REM, quando stiamo sognando, mentre il ritmo theta si registra nello stato di autoipnosi ed è il ritmo che attiva numerose aree cerebrali normalmente inutilizzate, rendendoci ricettivi a informazioni che altrimenti non prenderemmo in considerazione.

Stando in ipnosi quello che succede all'esterno è percepito, ma si può scegliere di metterlo in secondo piano per percepire e godere al meglio di ciò che succede all'interno: pace senza bisogno di alcuno sforzo. Riemergere dall'ipnosi è facile e se non se ne esce non è perché l'ipnotista ha preso il controllo su di noi, ma perché è tanto piacevole che dispiace uscirne! Proprio per questo la soluzione più utile è ricevere un "aggancio" dall'ipnotista, che sarà il mezzo grazie al quale potremo ritrovare quel piacevole stato di pace (utilissimo per ricaricarci, provare meno dolore, rilassarci e ritrovare in poco tempo uno stato di benessere) da soli, ogni volta che ne avremo bisogno.